giovedì 28 aprile 2016

RECENSIONE #4 - Se una notte d'inverno un viaggiatore, Italo Calvino



AUTORE: Italo Calvino
CASA EDITRICE: Mondadori
PREZZO: 11€ brossura / 6,99€ e-book

TRAMA

Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo. "E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista é il lettore, che per dieci volte cominica a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro." (Italo Calvino)

RECENSIONE


Chi segue la mia pagina su Facebook (trovate il box a destra), sa che per scegliere la mia prossima lettura ho lasciato fare al destino. Scrivere su dei fogliettini i titoli dei libri che mi rimangono ancora da leggere è stata, però, una scelta discutibile. E’ vero - come ho già detto anche in pagina - poteva uscire anche “Guerra e pace” e, si sa, io e la letteratura russa non andiamo  granché d’accordo. Mi piace, sia chiaro, amo “Le notti bianche” di Dostoevskij, libro tra l’altro letto di recente insieme alle amiche della pagina “If you have a garden and a library, you have everything you need.”. Però c’è un momento anche per lei! 


E a quanto pare, ce n’era pure uno per Italo Calvino!

Mi intimorisce parlare di questo conosciutissimo scrittore italiano e di conseguenza dei suoi libri: le mie basi scolastiche sono pressoché scarse. Ma tentar non nuoce, si dice no?

Ho comprato questo libro spinta dalla mia passione per i libri che parlano di libri e di lettori. E qui, si parla moltissimo di entrambi. Forse fin troppo!
Devo dare atto del fatto che non avevo mai letto un simile romanzo. E’ stato inusuale mettersi, per la prima volta, dalla parte del lettore.

Leggendo il primo capitolo, le mie aspettative crescevano. Preferivo continuasse su questa linea e non che si interrompesse ogni tot con un incipit più o meno strampalato dietro l’altro. 

Perché, di questo è composto il libro: incipit, dieci incipit. L'intera storia ruota intorno a questi incipt immaginari con titoli e scrittori altrettanto inventati. Ne hai avute cose da fare Italo, eh?!

Più lo leggevo, più diventava ostico; non per niente, ho impiegato quasi due settimane ed io non ho impegni, anzi, ho un mucchio di tempo libero a disposizione. Il solo pensiero di aprire il libro mi faceva sbadigliare.

E mi sa che, no, non era un buon segno.

Pennac dice che è diritto del lettore abbandonare i libri che non ci piacciono,  ma io proprio non riesco. Ho come il terrore di perdermi qualche colpo di scena finale che mi potrebbe fare rivalutare l’intero scritto.

Ma, tranquilli, non è stato questo il caso!

Mi sono lasciata trasportare dal libro, mi sentivo perennemente come in balia delle onde. Solo che questa era tutta carta e per niente mare. Che sensazioni spiacevoli!

Nel sesto capitolo, una sultana lettrice, dichiara: “i romanzi che preferisco, - dice, - sono quelli che comunicano un senso di disagio fin dalla prima pagina”.
Beh, chiaro come il sole figlia mia, che in ‘sto libro c’è del malessere per te e per tutti gli amici tuoi e di tuo marito. Ma, io non sono come te (grazie al cielo!): a me i romanzi disagiati non piacciono. Mi fanno soltanto annoiare.

Nel romanzo stesso ho trovato una frase che lo descrive appieno: “il romanzo che più vorrei leggere in questo momento,  - spiega Ludmilla, - dovrebbe avere come forza motrice solo la voglia di raccontare, d’accumulare storie su storie, senza pretendere d’importi una visione del mondo.

Bene Ludmilla, esci da queste pagine, ho un libro di Italo Calvino da regalarti.

Ho dato tre stelline su Goodreads, non perché sono affetta da bipolarità, bensì perché l’idea è comunque insolita, se vogliamo anche carina. Riuscire a parlare di due lettori, con pregi e difetti, che leggono non è cosa da poco.

E poi, voglio dire, stiamo parlando di Italo Calvino! Se grigliamo carne ogni 25 aprile, cantando l’inno di Italia con la mano sul cuore, è anche un po’ merito suo!

2 commenti:

  1. Ahahah....a me era piaciuto tantissimo. Uno dei pochi Calvino letti in età non scolare, ma che rileggerei ancora. Forse non era il momento giusto... ;) Ah!, grazie per la citazione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci stava! 😉 boh, io ho provato ma proprio non ce l'ho fatta a farmelo piacere..

      Elimina