venerdì 2 settembre 2016

Geografia Letteraria Semiseria #1 - CUCCETTE PER SIGNORA, Anita Nair (recensione) & BANGALORE


 
Libro: Cuccette per signora, Anita Nair





AUTORE: Anita Nair
CASA EDITRICEGuanda
PREZZO: 11,00 €

TRAMA

Akhila è una donna di 45 anni, single, che non ha mai potuto vivere la sua vita. Compra un biglietto ferroviario di sola andata per un paese in riva al mare di Kanyakumary, in India, gloriosamente sola per la prima volta nella sua esistenza e determinata a essere libera da tutto ciò che l'aveva confinata sino a quel momento. Nell'intima atmosfera dello scompartimento del treno che divide con altre cinque donne, Akhila conosce le sue compagne di viaggio ascoltando le loro storie.

RECENSIONE

Il libro che ho scelto per inaugurare questa, spero piacevole, rubrica letteraria è: Cuccette per signora di Anita Nair ed edito, inizialmente, da Neri Pozza e poi anche da Guanda.
"Cuccette per signora" non è un libro qualsiasi, ma un insieme di riflessioni sul ruolo della donna, nella cultura indiana, messe nere su bianco.

Definirlo soltanto bello, sarebbe riduttivo.
Io l’ho trovato interessante, coinvolgente, breve. Sì, breve, perché, come dice Jane Austen “se un libro è ben scritto, lo trovo sempre troppo corto”. E questo non è stato scritto bene, ma benissimo. Ho anche importunato su Twitter - come solo io so fare - l’autrice chiedendole un possibile finale tra quelli che si riveleranno, alla fine, i veri protagonisti dell’intero romanzo.
La storia comprende il viaggio in treno da Bangalore a Kanyakumary, di Akhila quarantacinquenne single in cerca di risposte. La protagonista incontrerà sul treno cinque donne che condivideranno, una per volta, le loro storie tentando di rispondere così, alle mille mila domande che la donna si pone.
929 km chilometri e 19 ore di viaggio per capire se una donna, bella ed intelligente, ha davvero bisogno di un uomo per vivere appieno la sua vita... O di un #fertilityday!



CittàBangalore

Vidhana Soudha, parlamento. 
Bangalore è la capitale del Karnataka, uno stato dell’India meridionale. La città, conosciuta anche col nome di "città giardino", conta 8.425.970 abitanti, quasi quattro volte l’intera popolazione romana. Mica pizza e fichi!

Al suo interno troviamo il quartier generale dell’Organizzazione Indiana per le Ricerche Spaziali (o Indian Space Research Organisation, se proprio vogliamo far finta di conoscere l’inglese), l’Hindustan Aeronautics Limited, una società che si occupa di produrre aerei, elicotteri, tecnologia aerospaziale, numerose fabbriche di macchinari e quelle per la lavorazione della porcellana e della seta.

Come se tutto ciò non fosse già sufficiente, Bangalore ha il più grande centro scientifico indiano che comprende: l'Istituto Indiano di Scienze, l'Istituto Indiano di Astrofisica, quello del Raman Research Institute, il Jawaharlal Nehru (Jawaharlal Nehru era un politico indiano!) Centre for Advanced Scientific Research, il National Center for Biological Science e, infine, l’Indian Statistical Institute.
In poche parole, non è roba per me che c’ho un Q.I. da paura… Nel senso che quelli della Mensa non si sono ancora ripresi dallo shock per quanto è basso.

Bangalore ha inoltre la più alta concentrazione di aziende informatiche del paese, una sorta di paradiso sceso in terra della tecnologia.

Da visitare assolutamente sono: il Parco Cubbon che ospita, al suo interno, il palazzo "Vidhana Suda" nonché sede del Parlamento dello stato di Karnataka, il Museo industriale e il museo governativo; e il Lalbagh, giardino botanico disposto su terrazze.

Dal maggio del 2008, Bangalore gode di un aeroporto internazionale, il Kempegowda International Airport Bengaluru, servito da compagnie come Air India, British Arways, Lufthansa, Air France.

La lingua ufficiale è il kannada, ma resistono stoiche anche la lingua tamil, la lingua telugu, la tulu e l’hindi. Anche l’inglese, è molto diffuso ma parlato soltanto dai ceti sociali più benestanti.

La religione ufficiale, invece, è l’Induismo, seguita a ruota dall’Islam, dal Gianismo e anche dal *rullo di tamburi* Cristianesimo!

4 commenti:

  1. Se devo essere sincera non avevo mai sentito parlare di questa città e, nonostante la descrizione accurata e interessante, devo dire che non mi ispira (sorry) tanto quanto il libro! Sembra davvero particolare...mi affascinano queste storie! 😉

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    1. Nessun problema! Io son contenta uguale. ;-)

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  2. Adoro la Guanda, è una di quelle case editrici che con le sue pubblicazioni non mi delude mai. Poi se un libro piace a te deve essere davvero bello - oppure hai solo la sfortuna di beccare tutti i peggiori, non saprei.

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    1. Chissà! Questo però m'è piaciuto veramente... ;-))

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