venerdì 30 settembre 2016

RECENSIONE #9 - Gente di Dublino, James Joyce




AUTORE: James Joyce 
CASA EDITRICEMondadori
PREZZO: 7,65€ 

RECENSIONE

Gente di Dublino è una raccolta di racconti, quindici per l’esattezza, scritti da James Joyce dal 1914 al 1917.

Tre anni per scrivere dei racconti e due settimane circa, per me, per inveire amabilmente nei confronti del caro vecchio James.


Devo ammettere che leggere questo libro è stato particolarmente impegnativo poiché sono, da sempre, abituata a divorare romanzi con un finale e/o un ragionamento logico.

Molti – e li ringrazio vivamente per la dritta – mi hanno suggerito di non aspettarmi nulla dallo scrittore irlandese e di lasciarlo raccontare . E così ho fatto!

Cento metri e si imbatte nella ragazza che vuol scappare alla ricerca di una vita dignitosa ma, al tempo stesso, non vuol lasciare il padre ed i fratelli. Due passi ancora e due ragazzi hanno appena saltato la scuola. Cammina ancora e una moglie ansiosa aspetta sull'uscio il marito che si è consolato con l’alcool.

E fu così che, improvvisamente, Gente di Dublino sveste i panni del libro e si trasforma in passeggiata e in un continuo sostare davanti le altrui finestre e vite.

Una cosa, però, accomuna i personaggi ed è questo alone di sofferenza e tristezza che si trascinano dietro come fosse un pesante sacco.

Tra tutti e quindici i racconti, uno mi ha particolarmente affascinato: “I morti”. Il quindicesimo racconto narra di due zie, amanti delle public relations, della buona tavola e della buona musica, che attendono con trepidazione l’arrivo del nipote prediletto insieme alla moglie.

Nonostante ciò, questo non basta e mi fa desistere dal dare una seconda possibilità allo scrittore.

Secondo alcune mie ricerche, quaranta sono stati i rifiuti da parte delle case editrici. In sintesi, tutto si può dire di Joyce tranne che non sia stato determinato.

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